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G.Puccini, La Bohème – Teatro Degli Industri – Ore 17.30

G.Puccini, La Bohème – Teatro degli Industri – Ore 17.30

La Bohème

di Giacomo Puccini (1858 – 1924)
libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

Opera in quattro quadri

PERSONAGGI e interpreti
Mimì: Veronica Senserini
Musetta: Roberta Ceccotti
Rodolfo: Denys Pivnitskyi
Marcello: Veio Torcigliani
Schaunard: Sandro Degl’Innocenti
Colline: Max Medero
Benoît, Massimo Dolfi
Alcindoro, Massimo Dolfi
Parpignol, Sergente dei doganieri:  Allievi del Liceo Musicale di Grosseto – Sartine – Borghesi – Bottegai e Bottegaie – Venditori ambulanti – Soldati – Camerieri da caffè

CORO INCANTUS dell’Istituto Musicale Comunale “P.Giannetti” diretto da Sandra Biagioni
CORO della SCUOLA MEDIA ad Indirizzo musicale “L.Da Vinci” diretto da Laura Menchini

CORO ENSEMBLE ORFEO IN SCENA

Regia: Stefano Mecenate

Quartetto d’archi “C. Cavalieri”

Ettore Candela  pianoforte

Ispirato al romanzo di Henri Murger Scènes de la vie de bohème, il libretto ebbe una gestazione abbastanza laboriosa, per la difficoltà di adattare le situazioni e i personaggi del testo originario ai rigidi schemi e all’intelaiatura di un’opera musicale. L’esistenza gaia e spensierata di un gruppo di giovani artisti costituisce lo sfondo dei diversi episodi in cui si snoda la vicenda dell’opera, ambientata nella Parigi del 1830.

Da oltre cent’anni “La bohème” attrae il pubblico dei teatri di tutto il mondo. Il fascino indefinibile delle sue melodie non è il solo elemento che assicura il successo, continuamente rinnovato, dell’opera: il tema portato sulle scene da Puccini è di quelli che sanno parlare alle epoche e alle generazioni più diverse. La storia dei bohémiens che affrontano fame e freddo con il sorriso sulle labbra è una rappresentazione metaforica della giovinezza, ma la sua gioia spensierata è stata distrutta dal rigore della vita; le illusioni, i sogni e le speranze della gioventù che entrano in collisione con la dura realtà della vita, sono un tema universale in cui ci ritroviamo facilmente. Personaggi e situazioni quotidiane dell’opera: l’amore di Rodolfo non è la grande passione dei coraggiosi tenori romantici, la morte di Mimì non è la tragica conclusione di una vita eroica. I personaggi della Bohème ci risultano famigliari poiché la loro felicità, riferita a semplici cose, è fragile ed effimera. Scene di vita spensierata e di tragedia, alternandosi in uno schema perfetto e proporzionato, creano un’opera che è ben lontana dal dramma romantico e dalla commedia razionale: le effusioni operistiche e gli elementi tragici sono bilanciati da situazioni più leggere, che si distanziano dal mieloso sentimentalismo e dal pathos estremo.

QUADRO PRIMO. La vigilia di Natale. Il pittore Marcello, che sta dipingendo un Mar Rosso, e il poeta Rodolfo tentano di scaldarsi con la fiamma di un caminetto che alimentano di volta in volta con il legno di una sedia e la carta di un poema scritto da quest’ultimo. Giunge il filosofo Colline, che si unisce agli amici. Infine il musicista Schaunard entra trionfante con un cesto pieno di cibo e la notizia di aver finalmente guadagnato qualche soldo. I festeggiamenti sono interrotti dall’inaspettata visita di Benoît, il padrone di casa venuto a reclamare l’affitto, che però viene liquidato con uno stratagemma. È quasi sera e i quattro bohémiens decidono di andare al caffè di Momus. Rodolfo si attarda un po’ in casa, promettendo di raggiungerli appena finito l’articolo di fondo per il giornale “Il Castoro”. Rimasto solo, Rodolfo sente bussare alla porta. Una voce femminile chiede di poter entrare. È Mimì, giovine vicina di casa: le si è spento il lume e cerca una candela per poterlo riaccendere. Una volta riacceso il lume, la ragazza si sente male: è il primo sintomo della tisi. Quando gira per andarsene, si accorge di aver perso la chiave della stanza: inginocchiati sul pavimento, al buio (entrambi i lumi si sono spenti), i due iniziano a cercarla. Rodolfo la trova per primo ma la nasconde in una tasca, desideroso di passare ancora un po’ di tempo con Mimì e di conoscerla meglio. Quando la sua mano incontra quella di Mimì, il poeta chiede alla fanciulla di parlargli di lei. Mimì gli confida d’essere una giovane ricamatrice e di vivere sola, ricamando fiori finti. L’idillio dei due giovani, ormai ad un passo dal dichiararsi reciproco amore, viene interrotto dagli amici che, dalla strada, reclamano Rodolfo. Il poeta vorrebbe restare in casa con la giovane, ma Mimì propone di accompagnarlo e i due, che dal “voi” formale del dialogo precedente, sono passati al “tu” degli innamorati, inneggiando all’amore lasciano insieme la soffitta alla volta del caffè Momus.

QUADRO SECONDO. Il caffè Momus. Rodolfo e Mimì raggiungono gli altri bohèmiens. Il poeta presenta la nuova arrivata agli amici e le regala una cuffietta rosa. Al caffè si presenta anche Musetta, una vecchia fiamma di Marcello, che lo ha lasciato per tentare nuove avventure, accompagnata dal vecchio e ricco Alcindoro. Riconosciuto Marcello, Musetta fa di tutto per attirare la sua attenzione, esibendosi, facendo scenate ed infine cogliendo al volo un pretesto, il dolore al piede per una scarpetta troppo stretta, per scoprirsi la caviglia. Marcello non può resisterle e i due amanti, riconciliatisi, fuggono insieme agli altri amici, lasciando il ricco amante di Musetta con la scarpa in mano e il conto da pagare.

QUADRO TERZO. Febbraio. Neve dappertutto. La vita in comune si è rivelata ben presto impossibile: le scene di gelosia fra Marcello e Musetta sono ormai continue, come pure i litigi e le incomprensioni fra Rodolfo e Mimì, accusata di leggerezza e di infedeltà. Per di più Rodolfo ha capito che Mimì è gravemente malata e che la vita nella soffitta potrebbe pregiudicarne ancor più la salute; i due vorrebbero separarsi, ma lo struggente rimpianto delle ore felici trascorse insieme li spinge a rinviare l’addio alla primavera. Frattanto Marcello e Musetta si separano dopo una furiosa litigata.

QUADRO QUARTO. Ormai separati da Musetta e Mimì, Marcello e Rodolfo si confidano le pene d’amore. Quando Colline e Schaunard li raggiungono, le battute e i giochi dei quattro bohémiens servono solo a mascherare la loro disillusione. All’improvviso sopraggiunge Musetta, che ha incontrato Mimì sofferente sulle scale, ormai prossima alla fine, in quella soffitta che vide il suo primo incontro con Rodolfo. Musetta manda Marcello a vendere i suoi orecchini per comperare medicine, ed esce lei stessa per cercare un manicotto che scaldi le mani gelide di Mimì. Anche Colline decide di vendere il suo vecchio cappotto, al quale è molto affezionato, per contribuire alle spese. Qui, ricordando con infinita tenerezza i giorni del loro amore, Mimì si spegne dolcemente circondata dal calore degli amici (che le donano il manicotto e le offrono un cordiale) e dell’amato Rodolfo. Mimì è apparentemente assopita, inizialmente nessuno si avvede della sua morte. Il primo ad accorgersene è Schaunard, che lo confida a Marcello. Nell’osservare gli sguardi e i movimenti degli amici, Rodolfo si rende conto che è finita e, ripetendo straziato il nome dell’amata, l’abbraccia piangendo.

 

Biglietti in prevendita (10€ + 1€ prevendita) presso Informagiovani – Via Carducci, 1 – Grosseto

Sabato 22 dicembre ore 10/12
Venerdì 28 dicembre ore 16.30/19.00
Venerdì 4 gennaio 16.30/19.00
Mercoledì 9 gennaio ore 16.30/19.00
Venerdì 11 gennaio ore 10/12
Venerdì 18 gennaio ore 10/12 e ore 16.30/19.00

Per info 339 – 7960148 e-mail: lavocediognistrumento@gmail.com